Gli italiani se la passano male per le scelte del passato

Gli italiani se la passano male per le scelte del passato

Molte difficoltà della situazione attuale sono figlie di scelte sbagliate e scorciatoie del passato.

La grande maggioranza degli italiani è da anni alla ricerca di sicurezza: personale, economica ed emozionale. Ma essa non sembra arrivare. Cambiano i governi, appaiono e scompaiono leader messianici (alcuni più, altri meno: Berlusconi, Prodi, Bossi, Monti, Letta, Renzi, Grillo, Salvini …) e la situazione non cambia.

Da un quarto di secolo implicitamente, e da un decennio in modo esplicito, l’insicurezza si accresce. Il problema, forse, non è solo economico o politico ma più profondo. Questo è un blog che si occupa di questioni economiche e di esse, professionalmente, mi occupo anche io. Mi si perdonerà, spero, se debutto con un tentativo di analisi che usa argomenti non strettamente economici.

La maggioranza degli italiani vuole assicurazioni sul futuro e le vuole rapidamente: senza eccessiva fatica, senza autocritiche e senza lunghi percorsi di sofferenza, umiltà, studio, lavoro ed apprendimento. Vuole vivere meglio e vuole vivere meglio ora. Senza doversi mettere in discussione, senza chiedersi quali scelte, nel passato, abbiano causato l’attuale situazione di insoddisfazione e confusione.

La maggioranza degli italiani sta male: non è soddisfatta della propria vita, ne desidera una nuova dove le cose funzionino per bene. Vuole sentirsi più importante e considerata: nel mondo, al lavoro, a casa propria e con gli amici al bar. Non vuole scoprire ogni giorno di aver fatto errori, di aver studiato argomenti facili ma scarsamente utili o di aver fatto scelte professionali basate sulle urgenze del momento. Non vuole dover ammettere di aver creduto alle persone sbagliate, di aver cercato scorciatoie, di aver voluto la moglie ubriaca e la botte piena. Insomma: di aver seguito la luna nel pozzo privilegiando la soddisfazione immediata a discapito di quella a lungo termine che richiede, nell’immediato, sforzi e fatica.

In questo suo “star male” e sentirsi “insoddisfatta” o “non considerata” la maggioranza della popolazione italiana appare incapace di assumersi la responsabilità della situazione attuale. Se ne fosse capace si darebbe da fare e cambierebbe il proprio modo di operare. Invece no: protesta, s’incazza ed esige una soluzione rapida ed indolore, per se stessa ovviamente.

Manca la capacità (intellettuale e psicologica) di connettere gli effetti attuali alle cause precedenti, di ricostruire la storia della vita nazionale (o personale) vedendone i nessi causali. Manca la capacità di riconoscere che le scelte del passato (quelle di 30, 20 e 10 anni fa) sono la causa della condizione attuale delle cose. Che la vita (propria e della nazione) segue un filo logico e fattuale di causa-effetto: quello che hai scelto di fare 7 mesi o 7 anni fa ha causato la situazione odierna.

Michele Boldrin, Econopoly 24 febbraio 2019