Mini-Bot, un’operazione di dubbia realizzabilità

Mini-Bot, un’operazione di dubbia realizzabilità

Una mozione impegna il Governo ad emettere minibot per pagare i debiti della PA: un qualificato e ironico analista commenta la proposta.

“Con uno spettacolare quanto ingiustificato voto unanime la Camera ha approvato una mozione che invita il governo ad accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione. Ma dato che il problema non è quello della cattiva volontà di non pagare, ma quello che mancano i soldi, si è inventata la moltiplicazione dei pani e dei pesci 4.0. Vero è che una mozione non significa nulla, perché si dovrà attendere, ammesso che possa mai arrivare, una legge in materia, ma sta di fatto che i miracoli non sono proprio cosa di tutti i giorni, anche se si va a spasso col rosario in mano. Dunque, che cosa dice la mozione: che bisognerà intervenire “anche attraverso strumenti quali titoli di Stato di piccolo taglio”, volgarmente detti “mini-Bot”.

E qui sorge il problema. Codesti rettangoli cartacei, o meglio registrazioni informatiche, che natura hanno: sono denaro o obbligazioni, come i Bot veri? Posto che, in ogni caso si tratta di nuove spese messe in cassa, e quindi di nuovo debito pubblico, la domanda principale è se possiamo permetterci di aumentare il debito, non tanto per timore di sanzioni europee, quanto perché è una dimostrazione della nostra incapacità di controllare la finanza pubblica, con conseguente effetto di un bel salto in alto dello spread, con buona pace di chi ha un mutuo da pagare.

Ciò premesso, se fossero denaro, semplicemente sarebbero vietati, dato che le emissioni e la circolazione monetaria sono di esclusiva competenza della Banca centrale europea. Arriverebbero direttamente i panzer. Se invece, come è logico, si tratta di titoli di credito, allora, dato che nessuno può essere costretto a sobbarcarsi un debito altrui, dovrebbero essere accettati dal creditore. Operazione di dubbia realizzabilità. Chi mai infatti vorrebbe essere pagato con promesse invece che con denaro sonante?

Certo, si dirà, lo Stato potrebbe imporne l’accettazione con la forza. Ma, a parte il segnale devastante di una simile imposizione da economia di guerra (sarebbe il segnale che tutto è perduto e ognuno si salvi come può), chi incassa il mini-Bot correrebbe immediatamente in banca per farselo cambiare in euro fruscianti. E lì la sorpresa. La banca certo non darebbe un euro per ogni euro scritto sul bot-tino, ma si farebbe pagare il costo del rischio. Venti centesimi? Cinquanta centesimi? Dipenderà dalle circostanze. Ma certo il creditore subirà un bell’haircut, una tosatura di tutto rispetto.