Illuminismo adesso

Illuminismo adesso

Mauro Antonetti, membro del Comitato “I Liberali, recensisce Illuminismo adesso. In difesa della ragione, della scienza, dell’umanesimo e del progresso”, saggio del 2018 pubblicatro da Mondadori

Steven Pinker adotta la ragione quale strumento necessario e ineludibile per analizzare correttamente qualunque questione e questo, in tempi di irrazionalità vantata, è un tratto distintivo meritorio. L’approccio non deve apparire ingenuamente assiomatico; l’autore utilizza una più raffinata argomentazione “circolare”: la centralità della ragione è, di fatto, riconosciuta da tutti. Chi sostiene la tesi contraria infatti, rileva l’autore, è costretto, forzosamente contraddicendosi, ad utilizzarla per argomentare nel momento che esprime le sue ragioni. L’autore, uno studioso di scienze cognitive, evita un’altra obiezione precisando che l’uso della ragione dovrebbe essere obbligatorio ma che spesso l’istinto e moventi irrazionali vengono seguiti non solo da individui ma da interi movimenti culturali, dottrine politiche ed economiche. Peraltro, sulla capacità di ogni individuo di utilizzare la razionalità, si ritorna più volte. La questione è considerata ovviamente centrale e, al riguardo, si giunge a conclusioni sostanzialmente ottimistiche.

Altrettanto esplicitamente, fin dal titolo, viene dichiarata una appartenenza culturale che, adottando come radice l’illuminismo, è il liberalismo, il pensiero scientifico (come percorso sempre in evoluzione e verifica permanente) e quanto da questi è derivato sia in termini di obiettivi ricercati, di mezzi adottati, di risultati conseguiti. Gli ostacoli e le difficoltà che ne impediscono la realizzazione e lo sviluppo sono, per ogni aspetto, contesto e momento, individuati e definiti. Gli antagonisti attivi etichettati come contro illuminismo, in prima fila il totalitarismo e le sue varianti minori, sono elencati e descritti. in uno dei primi capitoli del libro. In sostanza la ricerca e lo sviluppo delle libertà e dei diritti individuali, dello Stato di diritto e della riduzione della violenza, della longevità e della qualità della vita, di istituzioni di democrazia liberale, di mercati interni ed internazionali aperti, di prosperità, della pace sono l’oggetto di misurazione, analisi, valutazione, La motivazione alla base del lavoro è cognitiva ma fondamentale è lo scopo di verificare alla prova dei fatti ed affermare il liberalismo, al netto di limiti ed errori, come il miglior approccio che si possa adottare per fornire una risposta alle esigenze presenti e alle sfide future dell’uomo e dell’umanità anche contrastando attivamente e con una adeguata mobilitazione ideale e concreta l’insidia e gli errore rappresentati dagli avversari culturali e politici.

Questo approccio trasparente è un’altra caratteristica positiva dell’opera in tempi di ambiguità e di confusione poiché consente al lettore di assumere un atteggiamento specularmente altrettanto ben definito, sia favorevole o contrario, di fronte ai contenuti proposti. Sono adottati, quindi, un punto di vista razionale, la rappresentazione quantitativa di fatti e fenomeni, la utilizzazione delle metodologie e delle conoscenze scientifiche disponibili per analizzare, modellare, confrontare ed interpretare i vari aspetti politici, economici e sociali e le loro dinamiche; lo scenario prescelto è globale e la scala temporale trova origine al sorgere dell’illuminismo per arrivare al presente. Gli aspetti più importanti politici, economici e sociali traguardati in ottica individuale e collettiva, su scala nazionale, per aggregazioni varie, global sono esaminati e valutati in termini quantitativi completando la trattazione con commenti ben finalizzati,

Vengono utilizzate in molti casi rappresentazioni grafiche che, per loro natura, restituiscono molto significato in modo sintetico e, nel contempo, essendo referenziate, consentono commenti ben verificabili dal lettore. La significatività e, soprattutto, la affidabilità dei risultati esposti sono assicurati e possono essere controllati anche grazie alle citazioni delle fonti. Analoga ricchezza e profondità è assicurata dalle note e dalla articolata bibliografia, Le conclusioni non sono banali. Gli andamenti su orizzonti temporali di medio e lungo periodo e su scala globale correlati alla presenza (di varia intensità) dei fattori distintivi dell’illuminismo, del liberalismo e del pensiero scientifico dimostrano un miglioramento generale delle condizioni individuali e collettive interrotto o invertito solo in periodi con la presenza di fattori antagonistici (in special modo quando si assiste alla affermazione di regimi totalitari in aggressiva espansione).

Accanto a queste conclusioni si può rilevare, sulla base di osservazioni fattuali storiche, che fattori ritenuti frutto indesiderato del liberalismo, come la diseguaglianza, in effetti producono controindicazioni solo nei casi più estremi. Pinker nella parte finale dell’opera indica e sostiene l’umanesimo quale ulteriore cardine della visione da adottare confrontandolo con  altre visioni religiose e laiche graduando la contrapposizione e collocando tra i più forti antagonisti le visioni totalitarie con elementi razzisti e tribali e le varianti integraliste islamiche (di fatto meno contaminate dalla secolarizzazione) anche se viene riconosciuta la presenza di mussulmani impegnati in senso riformatore; la previsione è una probabile secolarizzazione su scala globale. In definitiva emerge una visione retrospettiva sostanzialmente ottimistica ed una prospettiva sostanzialmente ma non automaticamente rassicurante.