Cosa ci raccontano le elezioni in Gracia

Cosa ci raccontano le elezioni in Gracia

Il recente voto in Grecia ha visto la sconfitta dei populisti. Una bella notizia. Il commento di Giorgio Ferrari.

La Grecia è sempre sorprendente. Il primo dato che emerge dalle ultime elezioni, il più significativo, è la netta sconfitta di tutti i populisti. Ricordiamo il duro scontro con la troika, con la Merkel e contro l’austerity imposta. Ricordiamo le file davanti ai bancomat, la chiusura dell’azienda radio-televisiva di Stato, gli scontri e il referendum anti UE. Eppure, nonostante i molti problemi ancora non risolti e un risentimento diffuso Alba Dorata non solo non ha sfondato, ma resta fuori dal Parlamento con un misero 2,93% dei consensi. Male, sul fronte opposto, Varoufakis, lo strenuo difensore della purezza di Syriza, perduta nella ricerca di un compromesso necessario ma doloroso.

Vince, pur con un risultato inferiore di quello ottenuto alle elezioni europee, Nuova Democrazia, guidata da un capitano di lungo corso, Kyriakos Mitsotakis che avrà una netta maggioranza in Parlamento. Come spiegare la sconfitta di Tsipras? C’è chi sostiene che non ha mantenuto le promesse e per questo è stato punito. Sicuramente in questo c’è una parte di verità e, per dirla tutta, la cosa, e non è un paradosso, va a suo merito, perché ha mostrato pragmatismo, flessibilità, capacità di tirare la corda senza farla spezzare, cosa che sarebbe stata rovinosa non solo per la Grecia, ma per tutta l’Europa meridionale.

Guardiamo a un altro dato: l’astensionismo. Ha votato solo il 57% degli aventi diritto, percentuale assai bassa per quel Paese. Tra gli astenuti molti sono delusi ma non vogliono altre avventure. Sono in attesa, magari che la sinistra tradizionale, ossia i socialisti del PASOK, dia un segnale di autentico cambiamento.

Veniamo a Mitsotakis. Ha conquistato il centro, ma ha anche incalzato la destra. Ha approfittato di un’ottima iniziativa di Tsipras, l’accordo sulla Macedonia, che ha posto fine a un vecchio contenzioso ma che è risultato inviso a due greci su tre. Ha saputo anche conquistare parte del voto giovanile, promettendo di combattere la disoccupazione, che spinge i migliori a emigrare. Taglio delle tasse e crescita delle opportunità: queste sono state le parole d’ordine vincenti. Su di lui pesa il giudizio del grande scrittore Vassilis Vassilikos, eletto per la prima volta con Syriza, che ha detto: “Questa passione per le famiglie politiche mi fa impazzire. Sempre l’erede è peggio del fondatore. È stato così con i Papandreu, i Karamanlis e ora vedremo i Mitsotakis”

Tsipras, forte del 31,5 % dei voti, starà a guardare, pronto ad approfittare degli errori del suo successore. Ma la migliore notizia che viene da queste elezioni è che la democrazia greca è in sicurezza.

Giorgio Ferrari, 14 luglio 2019