Crescita, è maglia nera per l’Italia

Crescita, è maglia nera per l’Italia

Il rapporto di primavera della Commissione europea boccia l’Italia. Il commento di Francesco Forte.

Il governo giallo verde, con l’andazzo sempre più impostato sulla politica Cinque Stelle, ci sta portando al disastro. Questo è quel che emerge dal rapporto di primavera della Commissione europea, che taglia le stime di crescita per tutta l’Europa, ma presenta una situazione di pre-crisi solo per l’Italia. Infatti nel 2019, il Pil italiano, per Bruxelles, la cui analisi appare ben fondata, purtroppo potrebbe crescere solo del + 0,1, mentre il Pil dell’Europa aumenterebbe di +1,5 e quello dell’euro area di + 1,1 con la Germania a +0,5.

L’Italia è a traino della Germania, per l’export e ciò spiega la stima pessimista sulla bassa crescita italiana, dato che la nostra economia, a causa della negativa politica attuale, cresce solo per effetto della domanda estera. La domanda di consumi, che il deficit dovrebbe generare, è nulla o negativa, a causa della paura dei risparmiatori e dell’effetto perverso del reddito di cittadinanza. L’investimento nel 2019, mentre in Europa è modesto, ma positivo, in Italia scende di 0,3 sul 2018, dato il blocco di infrastrutture, il taglio di sovvenzioni a investimenti privati, la paura d’una patrimoniale, le invettive contro i ricchi, il giustizialismo a orologeria come trofeo politico, che appaga gli arrabbiati, ma impaurisce burocrati, operatori economici e consulenti.

Il deficit pubblico del 2019, per l’Italia, è stimato da Bruxelles al 2,5 contro il 2,04 che essa ha concordato col Ministro Tria. Il debito pubblico conseguente- in bilancio e fuori bilancio- data la crescita quasi nulla del Pil del 2019, sale d’un punto sul 2018, al 123, 5% dal 122, 5% del Pil. Ancor peggio la finanza pubblica nel 2020, in cui la crescita del Pil passerebbe dal +0,1 del 2019 al +0,7, grazie alla ripresa dell’investimento a +09 (contro il 2,3 dell’Europa). Invero, nel 2020, se non si disinnescano le clausole di salvaguardia, data la spesa per il reddito di cittadinanza, il deficit schizzerebbe al 3,5% e il debito pubblico al 135, 2%.

Ciò mentre la disoccupazione nel 2020 in Italia risalirebbe all’11%, a causa dell’effetto perverso del reddito di cittadinanza, che farà aumentare chi preferisce il sussidio al posto di lavoro e chi si iscrive alle liste di disoccupazione per avere il sussidio, mentre prima non lo faceva, perché sapeva di non trovar lavoro. La disoccupazione in aumento agirebbe ulteriormente da freno all’economia reale e da spinta a deficit e debito. Una prospettiva cupa, che fa sì che più questo governo dura, più le cose peggiorano e più diventa ardua la situazione per tutti gli italiani, ma anche per la Lega di Salvini, che ambisce a comandar dopo le Europee. È da prevedere che i fautori del governo in carica, sosterranno che questo quadro pessimistico è eccessivo. Ma la nota congiunturale mensile dell’Istat diramata nelle stesse ore, mostra che la prospettiva si va rabbuiando: il clima di fiducia dei consumatori in aprile sceso dello 0,7 su aprile 2018; quello delle imprese dell’1%. Prima si stacca la spina meglio è.

Francesco Forte, Il Giornale 8 maggio 2019