Lo statalismo è il veleno, non la soluzione ai guai

Lo statalismo è il veleno, non la soluzione ai guai

I minibond, oltre a violare gli impegni presi con gli altri Paesi europei, vogliono dire ulteriore debito. Il commento di Carlo Lottieri.

Che «dal nulla non venga nulla» è una verità che conosciamo dai tempi più remoti. Eppure sembra che questa evidenza sfugga a quanti nel governo e in primis la Lega hanno deciso di risolvere le croniche difficoltà del nostro bilancio pubblico introducendo i cosiddetti «minibond»: un artificio che è assai più un imbroglio di quanto non sia una soluzione. È come se senza produrre, senza risparmiare e senza rinunciare ad altre spese si possa disporre di più risorse. Cosa s’intende, esattamente, per minibond e perché se ne parla?

Fin dal tempo della sottoscrizione del contratto tra Cinquestelle e Lega si è immaginato di affrontare talune difficoltà finanziarie italiane attraverso l’emissione di titoli di Stato di piccola taglia, con i quali chiudere varie pendenze nei riguardi di tanti creditori della pubblica amministrazione. Nelle scorse ore perfino il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ammesso che si tratta di una strada che non può essere percorsa.

Innanzi tutto si tratterebbe di un ampliamento del debito pubblico; in più, sarebbe una palese violazione di impegni che l’Italia ha assunto con gli altri Paesi dell’area euro. E se si vuole tornare alla lira, è bene dirlo chiaramente e agire di conseguenza: senza creare una valuta alternativa, pur continuando a usare anche l’euro. Al governo non hanno ancora compreso che bisogna ridimensionare il ruolo dello Stato e che non esistono scorciatoie per rimetterci in sesto. Bisogna allora, senza dubbio, ridurre le imposte con uno shock fiscale (come vuole Salvini), ma al tempo stesso è indispensabile eliminare tutta una serie di sprechi e spese (come Salvini, purtroppo, non vuole), e quindi abbandonare l’idea che l’economia possa partire grazie a investimenti di Stato.

Non solo non si parla più di spending review, ma neppure s’immagina la possibilità di creare più spazi per il privato in settori come la previdenza, la scuola o la sanità. Al contrario, il governo gialloverde ha deciso che l’Italia bisogno di «più Stato»: in altre parole, siamo un malato a cui si vogliono somministrare veleni. La pochezza culturale dei membri di questo esecutivo sorprende. Colpisce ancor più, il venir meno del buonsenso: di quella responsabilità che lo stesso diritto pretendeva a ogni padre di famiglia.

In effetti, la strada dei minibot è la strada verso nuovi debiti: altri debiti che si aggiungono a quelli che già abbiamo e a cui si pensa di porre rimedio con la produzione di moneta. Dopo aver messo in discussione il futuro delle nuove generazioni, si vuole aggravare una situazione già così compromessa. Speriamo che qualcuno, tra coloro che ci governano, si renda conto di questo e lasci perdere proposte tanto pericolose.

Calo Lottieri, Il Giornale 9 giugno 2019