Si può essere liberali e sovranisti? Botta e risposta tra Morelli-Paganini e Ocone

Si può essere liberali e sovranisti? Botta e risposta tra Morelli-Paganini e Ocone
Liberal-sovranismo: lettera aperta di Raffaello Morelli e Pietro Paganini a Corrado Ocone in merito a un articolo e controrisposta di quest’ultimo.

Secondo Corrado Ocone, in un articolo pubblicato da Formiche.net la scorsa settimana su un convegno riguardo il decennale della scomparsa di Dahrendorf, non è azzardato dire che i liberal-sovranisti hanno, nello statista scomparso dieci anni fa, un lucido precursore. Morelli e Paganini, in una lettera spiegano perché secondo loro non è così.

Lettera di Raffaello Morelli e Pietro Paganini sul Liberal-sovranismo

Caro Ocone,

abbiamo letto con piacere su Formiche.net il tuo articolo riguardo il Convegno alla Sala della Camera, nel decennale della scomparsa di Dahrendorf, sul tema del riformare l’Ue, ponendo come problema non la disuguaglianza ma il valorizzare la diversità individuale.

Hai ripreso con efficacia il dibattito , però nelle due ultime righe finali scrivi “mi sembra non azzardato dire che i ‘liberal-sovranisti’ hanno in Dahrendorf un lucido precursore”. Non condividiamo il tuo azzardo. Per un motivo di concetto e per un motivo di diagnosi politica.

Il motivo di concetto è che non possono esistere liberali sovranisti. Nel senso che i liberali, come ha sempre sostenuto Dahrendorf, sono sempre a favore del cittadino e della sua sovranità politica nello scegliere le regole del convivere tra diversi, mentre i sovranisti sono movimenti di destra che vellicano la pancia dell’elettore quale suddito per fargli digerire progetti chiaramente di destra inconcepibili per i liberali.

Il motivo di diagnosi politica consiste nel prendere atto che i voti ai sovranisti derivano dal rifiuto del malgoverno del Pd e di Forza Italia distaccato dai cittadini e non da una scelta programmatica a favore dei sovranisti, i quali, del resto, cercano voti e non condivisione di un progetto di governo, meno che mai liberale (basti pensare, su varie materie, alla propensione di restare avvinti ai peggiori esponenti del potere perché privilegiato, cosa opposta a Dahrendorf nella sua critica già allora al capitalismo di debito).

Cordialità,

Raffaello Morelli e Pietro Paganini

 

La risposta di Corrado Ocone

Provo a rispondere ai due autori, prima di tutto ringraziandoli per la civiltà dei toni e dello stile, non certamente comuni in questo momento nel dibattito pubblico e non certo per colpa dei soli “sovranisti”. Definito il “sovranismo” come il nazionalismo di chi ha perso o ceduto sovranità (o teme di farlo), non vedo perché in linea di principio esso non possa coesistere con il liberalismo politico che la storia ha conosciuto e che all’ombra dello Stato Nazione è vissuto e prosperato. Senza Stato e Nazione semplicemente finora non si è dato né individuo né cittadino.

Buttarla su “destra” e “sinistra”, identificando fra l’altro la prima con il “male” e la seconda con il “bene”, mi sembra un livello un po’ troppo basico, mi permettano gli amici, per la discussione. Né francamente riesco ad afferrare cosa siano queste fantomatiche “politiche liberali” se non quelle che di volta la coscienza liberale prova ad affermare nella storia e nella realtà.

Il “sovranismo” può anche non piacerci ma segnala il riemergere del conflitto e della politica dopo l’epoca del liberismo astratto e del pensiero liberal, che del liberalismo sono due sostanziali perversioni. Se a tutto ciò aggiungiamo il ricambio (almeno tentato) delle classi dirigenti, e il superamento delle categorie tradizionali (anche esso almeno tentato) su cui si era basata la politica ideocratica (essa sì non liberale) novecentesca, mi sembra che di elementi liberali ce ne siano non pochi. Tempi interessanti e tutti da vivere, cari Morelli e Paganini. Meglio viverli fino in fondo, con coscienza da liberale, e non chiudersi a riccio. Non è liberale.