Accordo Autostrade, chi ci guadagna e chi ci rimette

Accordo Autostrade, chi ci guadagna e chi ci rimette

Questa volta Miss Marple, misteriosa collaboratrice del blog, indaga sull’ultima nazionalizzazione nel Bel Paese. Ecco chi ne avrà vantaggi e chi no…

Tutti sanno che noi attempate signorine del Sussex siamo molto prudenti e conservative soprattutto nei nostri investimenti. È per questo motivo che, su suggerimento delle nostre amiche Italiane, abbiamo investito i nostri poveri risparmi da pensione nelle cartelle postali, confidando nella loro attenta gestione da parte della Cassa depositi e prestiti. Mal ce ne incolse.

Nessuno avrebbe mai osato pensare che la Cassa si sarebbe buttata, anche se non è esattamente colpa sua perché dicono che sia stato il governo a spingerla verso questo tipo di avventure, in spericolate acquisizioni di imprese più o meno fallimentari e sarebbe diventata il braccio armato dell’esecutivo per la nazionalizzazione di molta società e per la sostanziale socialistizzazione dell’economia del nostro Paese. Con la conseguenza, tra l’altro, che quelle quattro lire che ci sono pure necessarie per arrotondare la nostra magra pensione sono diventate più inaffidabili della parola di un venditore di creme di bellezza.

Cosa è accaduto infatti? Per farla corta, guardiamo solo alla vicenda Autostrade.

Siamo partiti dal mantra “cacciamo i Benetton e facciamoli pagare fino all’ultimo centesimo”, colpevoli a dire di molti esponenti governativi e non, di aver causato il disastro del crollo del ponte Morandi, con la sua tragica conseguenza di tante vite spezzate. E siamo finiti con il risultato di salvare la nota famiglia veneta e di far pagare il contribuente. In merito a quest’ultima questione occorrerà ricordare che noi amabili signorine d’oltremanica sappiamo benissimo che quando un ministro del tesoro afferma che non metterà mai le mani nelle tasche dei contribuenti vuol solo dire che si è dotato di acuminati artigli per svolgere questo tipo di operazione senza sporcarsi le mani, come sta avvenendo nella nostra vicenda.

I vantaggi per la famiglia Benetton

Al netto, dunque, dei problemi e delle riunioni notturne dei consigli dei Ministri, la realtà è semplicemente la seguente. Da una parte ai Benetton è stato garantita la libertà, anche se occorrerà attendere qualche tempo, dal giogo di Autostrade. È a tutti noto infatti che già il business non era ormai più tra i migliori, tanto più che, nell’anno del covid, le perdite saranno assai ingenti. Essere obbligati a lasciare, evitando altresì di mettere la mano al portafogli per pagare ingenti spese di manutenzioni, che magari dovevano essere già state fatte negli anni passati, è una vera e propria manna dal cielo, tanto più dopo tanti anni di vacche grasse. Le vacche magre toccheranno a qualcun altro.

Ma non solo. Se la famiglia veneta sarà costretta a cedere le sue azioni alla Cassa depositi e prestiti, e quindi allo Stato, e quindi ai contribuenti, saranno questi ultimi che verranno chiamati a pagare i risarcimenti, che valgono oltre tre miliardi di euro, le penali e le spese di manutenzione. Certo i risparmiatori potranno ritenersi felici di essere diventati proprietari di un asset importante, ma impareranno presto come sia ancora attuale il principio del diritto romano secondo il quale ‘la proprietà obbliga’. Quindi se diventi proprietario il conto arriva direttamente e tutto intero a te e solo a te. E come arriva il conto? Ovviamente con la cartella delle tasse. Amen.

Oscillazioni di mercato, qualcuno ha lucrato?

Ma la cosa più spettacolare e che la decisione del Consiglio dei Ministri è avvenuta dopo un ampio dibattito sui media, nel quale ogni parte politica diceva la sua e lo faceva proprio mentre i mercati erano aperti. Per molto di meno nel passato si sono fatti processi e caccia alle streghe e ammannito pesanti sanzioni. Oggi invece non è accaduto assolutamente nulla, malgrado il fatto che il valore delle azioni della società autostradale abbia subito oscillazioni di tutto rispetto, sia all’indietro sia, molto più consistentemente, sino ad un quarto del loro valore, in avanti. Consentendo, per tal via, ai bene informati magari di disfarsi di un titolo che scotta ottenendone un lucro insperato.

C’è addirittura che si è spinto ad affermare che chi, aprendo la bocca in pubblico a mercati aperti, ha dato adito a simili manovre speculative e abbia realizzato una vera turbativa di mercato. Cosa che non è assolutamente l’opinione di noi anzianotte inglesi, perché sappiamo bene che per manipolare un mercato bisogna conoscere che cos’è un mercato, concetto che escludiamo assolutamente sia contenuto nelle simpatiche testoline dei vostri governanti.

Quanto pagherà il contribuente?

Che poi, non sia dato sapere a quanto verrà fissato il prezzo dell’acquisizione delle restanti azioni che CdP dovrà corrispondere, malgrado il fatto che in ogni modo lo dovrà pagare, dato che lo ha deciso la legge, non è altro che un ultimo simpatico regalo al povero contribuente, che viene preso in giro fino al punto di fargli credere che anche lui potrà diventare azionista della società e guadagnare un bel gruzzoletto e che avrà autostrade migliori e pagherà di meno i pedaggi. Mago Otelma for president!

Miss Marple 17 luglio 2020