Omeopatia. Bugie, leggende e verità (Roberto Burioni)

Omeopatia. Bugie, leggende e verità (Roberto Burioni)

L’autore, impegnato da tempo in una azione di divulgazione, si esercita nella analisi critica, basata sull’adozione di un approccio scientifico, di un settore delle cosiddette “medicine alternative”. Prima di entrare nel commento più puntuale sul contenuto del libro è opportuno illustrare i motivi per cui questo opera può entrare in uno “scaffale liberale”. Chi lo ha redatto non si dichiara esplicitamente liberale e, nel contempo, non sviluppa argomenti contrari o critici del liberalismo; non occorre, quindi, nè una adesione nè una confutazione; l’opera è, semplicemente, una applicazione rigorosa del metodo scientifico spiegato in modo comprensibile a tutti i lettori.

In tempo di fake news, di antiscientismo, di oscurantismo, di demonizzazione della razionalità e, in definitiva, della negazione della cultura liberale e della moderna civiltà occidentale l’affermazione del pensiero scientifico, che ne è parte integrante e che deriva dalle medesime radici, corrisponde ad una militanza liberale. Il libro di Burioni è, quindi, uno scritto liberale “di fatto” con il pregio di occuparsi di un tema concreto e che impatta o almeno incrocia la vita e la salute di ognuno.

L’autore intende dimostrare che l’omeopatia non ha alcuna base scientifica e nessuna efficacia terapeutica, a questo scopo ne esamina la storia, le basi teoriche (tra cui l’infondato principio che “il simile cura il simile”) e sperimentali (se così si possono definire impressioni generiche, soggettive e statisticamente inconsistenti) e i rimedi (e le loro modalità di preparazione).

Burioni non solo riesce nel suo scopo in modo convincente ma fornisce al lettore la facile opportunità di valutare e verificare le tesi esposte e le conclusioni utilizzando un bagaglio minimo di nozioni scientifiche (di ricevuti a livello liceale) ovvero rintracciabile facilmente sul web o, in misura anche più ampia, dalla bibliografia allegata.

La lettura permette di comprendere che l’omeopatia non ha alcuna efficacia terapeutica. Un esempio è la dimostrazione lampante, basata sulle leggi fondamentali della fisica e della chimica, che nei farmaci omeopatici non è presente, date le diluizioni dichiarate, neanche una molecola del presunto agente attivo.

Questa circostanza è una buona notizia poiché i dosaggi pressochè nulli o del tutto nulli hanno il pregio di non potere fare danni ai sani se non quelli collaterali di allontanare i pazienti da diagnostiche e terapie della medicina “ufficiale” provocando esiti anche gravi e, a volte letali. I principi curativi asseriti , inoltre, sono il frutto, molte volte, di incredibili fantasticherie e, a volte, sono persino surreali. Esemplare è la vicenda dell’”oscillococco” un batterio fantasma tuttofare “scoperto” a fine 800 che ha un ruolo centrale ancora oggi nei farmaci omeopatici; altrettanto significativo è scoprire il ruolo del muro di Berlino nella cura omeopatica della depressione. La descrizione della preparazione “ufficialmente” adottata e dichiarata sembra la ricetta di alcune correnti demenziali della cucina.

Un punto di forza del libro è di non riportare una posizione pregiudizialmente contraria alla omeopatia ma di esaminare in generale teorie e pratiche mediche con un approccio scientifico applicandolo anche a terapie della medicina “tradizionale”.  L’autore spiega come l’errore sia sempre in agguato e come solo metodi molto accurati e che escludano percezioni e valutazioni soggettive dai processi cognitivi e dalle sperimentazioni cliniche. Entrano in campo il “doppio cieco” e l’”effetto placebo” per dissipare conclusioni e convinzioni errate ed illusorie sempre possibili in un campo come quello medico in cui emotività, paure e speranze (oltre che ambizioni) possono influenzare scienziati e “pazienti”.

Burioni, dubita legittimamente della correttezza deontologica di medici e farmacisti che si ispirano ad una medicina scientificamente infondata e che prescrivono “farmaci” senza efficacia. Nel contempo, a dimostrazione dell’approccio razionale adottato, spezza persino una lancia a favore della modalità con cui gli omeopati si rapportano con i loro pazienti poiché, forse consci di poter confidare solo sull’equivalente di un effetto placebo e su un regime di vita e alimentazione più attento, di solito prestano loro molto tempo e attenzione. L’autore esorta i medici “tradizionali” a seguirne l’esempio senza abbandonare le diagnostiche e le terapie scientificamente comprovate che obbligano ad articolare la prestazione medica tra specialisti.

Il libro è quindi uno strumento per riportare razionalità e metodo scientifico in un campo in cui anche l’effetto psicologico interviene con forza.

L’opera, breve e “scattante” tratta tutto con uno stile e una impostazione anche ironica, alimentata da aspetti paradossali e irreali delle vicende e delle questioni trattate.

Un libro istruttivo ma anche divertente.