Se a rimetterci sono (anche) i proprietari di immobili

Se a rimetterci sono (anche) i proprietari di immobili

Il caso del titolare di un albergo di Catania a cui è stato impedito di rientrare in possesso dell’immobile mostra cosa può succedere quando si sovvertono le regole fondamentali del diritto. Il commento di Carlo Lottieri.

La crisi economica causata dalle decisioni del governo Conte, nelle settimane che hanno visto imperversare il virus e pure nella fase attuale, sta mietendo molte vittime. Tra gli altri stanno pagando un tributo pesante sia i gestori di attività commerciali (costretti a rimanere chiusi e poi chiamati a fronteggiare una riduzione dei consumi legata al generale impoverimento), sia i proprietari di immobili. In varie circostanze, non a caso, questi ultimi si sono mostrati sensibili alle esigenze delle imprese, accettando rinvii dei pagamenti e anche una rinegoziazione dei fitti.

Una cosa, però, è l’intesa volontaria che nasce dalla speranza di un futuro migliore, oltre che dalla consapevolezza che vi sono fasi in cui può essere necessario condividere le perdite, e cosa del tutto diversa è invece la cancellazione d’imperio dei diritti dei proprietari e degli impegni contrattuali assunti dal conduttore.

Al riguardo, è assurdo che il governo e la magistratura pretendano di scaricare sulla proprietà gli oneri del dissesto causato dal lockdown. E se nelle scorse settimane abbiamo visto un blocco degli sfratti deciso dalla politica, ora sono i tribunali ad adottare soluzioni che svuotano il diritto di proprietà e alla fine vanificano i sacrifici fatti da quanti hanno risparmiato per anni al fine di costruire una rendita immobiliare.

Nelle scorse ore, infatti, al titolare di un albergo di Catania è stato impedito di rientrare in possesso dell’immobile nonostante da tre mesi non riceva il pagamento della locazione. Il magistrato ha ritenuto opportuno negare lo sfratto, scaricando sul proprietario i costi di una politica di carattere «assistenziale» che al limite dovrebbe competere all’ente pubblico.

Quello che politica e magistratura sembrano non comprendere è che quando si sovvertono le regole fondamentali del diritto, dalla necessità di rispettare la proprietà all’obbligo di mantenere gli impegni assunti, è l’intero ordine sociale che entra in crisi. Qualcuno può seriamente ritenere che sarà facile, in futuro, trovare un immobile in locazione quando il proprietario non è più davvero tutelato e può essere in un certo senso espropriato del suo stesso bene? E ancora: quanti saranno motivati a risparmiare e investire in tale settore se ogni regola può essere così facilmente sovvertita in nome di logiche emergenziali e demagogiche?

Carlo Lottieri, Il Giornale 8 agosto 2020